RUMI | “E non pensare che il giardino perda la sua estasi in inverno. È tranquillo, ma le radici laggiù sono ribelli.”
Prefazione
Per far crescere un albero ci vuole il seme, il terreno morbido per questo seme, il nutrimento e lo spazio in cui il seme può schiarirsi e manifestarsi attraverso i fiori e i frutti. È lo stesso il procedimento per la cura dell’anima. Il corpo rappresenta il seme di ciò che l’anima ha bisogno di manifestare. La rete di emozioni e pensieri sono il terreno di coltivazione. Le circostanze esterne rappresentano lo spazio in cui il seme, l’anima, si evolve superando gli ostacoli, usandoli come concime per la propria manifestazione.
PREMESSA per una passeggiata nel corpo e nel bosco
Con questo retreat voglio accompagnarvi più profondamente nella comprensione della visione del corpo secondo lo yoga, vedendo la fisiologia del corpo da un punto di vista yogico, e quindi più energetico e spirituale, iniziando ad introdurre cosa sono Tre Granthi– tre resistenze al risveglio, per restituire una visione del corpo, non come un ostacolo da superare, ma tutto il contrario, la via stessa dell’auto-realizzazione, ovvero la integrazione della natura dell’io o dell’ego, della sofferenza alla natura del grande Sè, ovvero della pura coscienza, l’identità dell’amore incondizionato. Quest’ultima identità non è separata dall’universo. In questo processo di elevazione della nostra condizione umana si apre un varco attraverso il quale poter vedere le condizioni della vita non come una lotta contro gli ostacoli da superare, ma come una via per la nostra crescita e il nostro Bene Supremo. La nostra anima ci dirige dietro le quinte per la sua realizzazione: “siamo esattamente dove dobbiamo essere”
Yoga come lo strumento di cura con l’intenzione
perché non ci ricordiamo che la nostra intenzione è prima di tutto gioia? Tutto di noi si merita una seconda possibilità…
Questo è un invito per accarezzare la terra con i nostri passi, a piedi nudi, con le nostre movenze, con il nostro respiro, con la nostra voce, con i nostri “pensieri neonati”, nuovi e freschi come l’alba. Sentirsi sostenuti dalla Terra, come la nostra prima madre, abbandonarsi alla sua gravità, gustare il suo cibo vero delle coltivazioni di Pianeta Verde, lasciar andare tutto ciò che è pesante, traumatizzato o malato in noi. Lasciare che la Cura ci accada naturalmente attraverso il corpo, immerso nella natura, e il suo istinto naturale che inizia a manifestarsi attraverso lo yoga: lasciar cadere le armature e iniziare a fidarsi, ad aprirsi, come un incanto improvviso, che ci introduce al processo di guarigione.
Siamo abituati ad andare sempre più veloci e non solo perché il quotidiano ce lo richiede, ma perché il più delle volte andiamo di corsa perché non siamo abituati più a SENTIRE, a stare in una vera connessione con noi stessi, con le cose e le persone. È lento e sentito il modo di attraversare il mondo che lo YOGA e la NATURA insegnano. E all’insegna di lentezza sarà questo Yoga Retreat. Lento dovrebbe essere il nostro respiro, per essere davvero nutriente e per riportarci a noi. Lento dovrebbe essere il nostro passo per sentire che tra noi e la terra non esiste una separazione. Quante volte per fretta, per impazienza, per paura o per rabbia non diamo alle cose il tempo di evolversi e fiorire. Scorgeremo insieme i valori yogici dell’ascolto e dell’attenzione, della calma e dell’attesa. È l’invito a costruire la tua preghiera personale “nella casa degli alberi” di Pianeta Verde, a pochi passi da Roma per ricaricare il tuo essere: la fonte di profondità e meraviglia.
“È difficile spiegare il prana come è difficile spiegare Dio”
B.K.S. Iyengar
Pratiche per costruire la tua felicità
Un respiro per volta, un passo dopo l’altro. Un sorriso da dentro a fuori.
“Felicità non è quello che voi pensiate che sia. E’ energia costantemente incrementata, per elevarci.”
Yogi Bhajan
Il nostro tema principale di
HATHA YOGA è un viaggio attraverso TRE GRANTHI: tre nodi che bloccano l’energia nel corpo, tre stati di coscienza, tre resistenze al risveglio, per raggiungere la sicurezza corporea.
Yoga Nidra, che è un sonno cosciente, è un altro tema che esploreremo per custodire questa sicurezza nel nostro subconscio.
Yin Restorative Yoga è il tema finale del nostro retreat – la via gentile verso il proprio centro. Lo Yin Yoga è una pratica lenta, profonda e meditativa che lavora sugli strati più interni del corpo: il tessuto connettivo, la fascia e le articolazioni, riducendo l’ormone dello stress il cortisolo e restituendo al corpo la propria sicurezza. Quando il corpo è sicura sa come amare e manifestare la propria efficienza.
Il nostro obbiettivo è restituire al Corpo Somatico la sua facoltà cognitiva elevata – di sentirsi al sicuro da dentro, centrati nella sua Sovranità, in qui siamo allineati con l’antenna pulita dell’anima, disponibile per una coscienza vitale e un corpo in salute.
“Quando il regno del corpo è governato dall’Anima regina i sudditi (i pensieri, la volontà e i sentimenti ) sono saggi, costruttivi, colmi di pace e felici. Le masse di operai intelligenti e coscienti (cellule, molecole, atomi, elettroni e unità di scintille creative di Vita -vitatroni o prana) sono vitali, armoniche ed efficienti. Sotto la guida suprema della saggezza, tutte le leggi che riguardano la salute, l’efficienza mentale e l’educazione spirituale dei pensieri, della volontà, dei sentimenti e delle cellule intelligenti che abitano il regno corporeo, continuano a essere in vigore. Come risultato,il regno del corpo è pervaso dalla felicità, dalla salute, dalla prosperità, dalla pace, dal discernimento, dall’efficienza e dalla guida dell’intuizione: è un regno perfetto di Luce e di Beatitudine. “
-Bhagavad Gita-
La nostra pratica
Nella filosofia yogica in noi esistono tre luoghi speciali, tre porte attraverso le quali sentiamo la vita e noi stessi:
TRE GRANTHI che compongono “IDRAULICA DI PRANA”
Il concetto di granthi è strettamente legato a quello di bandha (contrazioni muscolari e nervose), ai chakra (ruote di energia) e al percorso del prana lungo le nadi (i canali, proprio come le vene che trasportano il sangue, tali tubi sarebbero le vie attraverso le quali passa il prana: l’energia vitale o soffio, trasportato con il respiro, per alimentare tutte le parti del corpo.) I Granthi si chiamano anche nodi o cancelli che bloccano l’energia e la nostra coscienza.
Li chiameremo: “Le tre porte somatiche”
brahma granthi (il creatore) è alla base, in mooladhara (chakra della radice, del pavimento pelvico, apparato escretore, ghiandole surrenali ). Il bacino è la prima porta somatica, ed è legato agli aspetti materiali, a partire dal corpo stesso. È il luogo in cui “sacro” e “sensuale” si fondano e risiedono nell’istinto, nella spontaneità. È il portale da cui veniamo nel mondo. È la porta della vita, che rappresenta l’attaccamento alla materia e dove risiedono i blocchi delle nostre paure. Le asana e pranayama sono gli strumenti base per scioglierlo e per “ADDOMESTICARE IL CORPO”
Respira nei piedi e radicati
vishnu granthi (il preservatore), è al centro del petto, legato ad anahata, (chakra del cuore, apparato circolatorio, polmoni, cuore, timo) ci riporta alla cura verso noi stessi e verso gli altri, all’equilibrio fra i centri inferiori (istintivi) e quelli superiori (spirituali) che è alla base di ogni relazione. Il cuore è la seconda porta somatica, bloccata dal dolore: è intimamente connesso al sistema nervoso, e alle emozioni. Il posto in cui sciogliamo ogni dualità, diventiamo grandi e smettiamo di pensare alla vita come una lotta. Diventiamo amanti e complici della nostra esistenza con l’accettazione, gratitudine e fiducia e impariamo ad amare senza condizioni e ad “ADDOMESTICARE IL CUORE”
Respira nel cuore e ama
shiva (rudra) granthi (distruttore-trasformatore) Il Sesto Chakra, Ajna, è il terzo occhio: percepire la visione ( collocato nello spazio in mezzo alle sopracciglia, l’ipofisi, sistema nervoso centrale) e si relaziona con gli aspetti mentali e della comunicazione. Legato alla conoscenza del sé ed all’integrazione con il tutto, implica concetti quali chiarezza e consapevolezza, essere in pace coi propri pensieri. È la terza porta somatica, bloccata dall’illusione, la sede dell’intuito e della trasformazione dei programmi mentali (genitori, scuola, società) per aprire a nuove possibilità. Lo strumento principale è la meditazione per “ADDOMESTICARE LA MENTE”
Respira nella mente e torna libero
“Studia con curiosità te stesso e il mondo, accogli ogni persona ed esperienza nella tua vita come il tuo Maestro, ricerca la verità.”
Yoga Sūtra
Un altro tema da esplorare sarà lo Yoga Nidra
Yoga Nidra è un sonno dinamico o un sonno psichico che induce un rilassamento profondo tra la veglia e il sonno, in cui il sistema nervoso si svincola dalle tensioni mentali, muscolari ed emotivi, in cui il corpo incarna i suoi protocolli naturali biologici per l’autorigenerazione e la ristrutturazione subconscia, come la vera origine di ogni cambiamento e guarigione. Qui sogniamo consapevolmente, riusciamo a riprogrammare il futuro e riceviamo intuizioni e guida dalla nostra coscienza.
Il tema che chiude il nostro retreat è la classe di Yin Yoga
“Ricevere se stessi in dolcezza”
Basato sulla filosofia taoista del bilanciamento tra yin e yang, questa pratica aiuta a ristabilire l’equilibrio tra le energie opposte e complementari che attraversano corpo e mente. È una idratazione per il tessuto connettivo, che trattiene tutte le tensioni mentali e emozionali, per restituire la produzione di acido ialuronico, migliorare la circolazione di nutrienti e ossigeno e rieducare il sistema nervoso, che ci accompagna verso il nostro stato naturale e sicuro di amore, pace e gioia, come vibrazione somatica. Lavorando con la forza di gravità lasciamo drenare le densità dalla fascia del tessuto connettivo, così le tensioni che sono diventate automatiche, come un programma di sopravvivenza fisso nel sistema mente corpo, intrappolato in un circolo protettivo, lasciano spazio libero per far fluire il prana, liberando i canali energetici e sanare i meridiani, restituendo al corpo il suo stato somatico di sentirsi al sicuro da dentro.
In conclusione
Guarire non significa far sparire qualcosa. Il sintomo, il disturbo, il dolore, la guarigione è un’altra cosa, è quando smettiamo di combattere con noi stessi, è quando non chiedi più di tornare al tuo corpo come prima ma lo ami per come è adesso. E’ quando ti accorgi che sei un essere intero anche se sei fragile, che sei vivo anche se hai paura, è proprio cambiando la qualità della nostra coscienza, cambiando il nostro modo di accoglienza per noi stessi, quella capacità di prendersi per mano e abbracciarsi dall’interno nei momenti bui, accade qualcosa di concreto che c’è adesso: generare la pace con ciò che c’è e avere fiducia nella vita che coopera per noi e non contro di noi, ed è qui che inizia la guarigione: nello spazio d’amore che c’è per noi.
“Egli ha trovato la gioia e la Verità, la visione suprema. Rimane immobile in questo stato di beatitudine e anche il più grande dolore non ha il potere di turbarlo.”
Bhagavad Gita